“Allora mi prenderò un cappello” a Villa Tacchi

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“Allora mi prenderò un cappello” a Villa Tacchi

“Allora mi prenderò un cappello” a Villa Tacchi

La redazione web della Fondazione Altre Parole ha deciso di pubblicare per intero, quanto prodotto dalla scrittrice dopo la Prima Ufficiale di “Allora mi prenderò un cappello” presso Villa Tacchi, a Gazzo Padovano, per condividere con tutti, anche i non presenti, le emozioni vissute all’interno di questo splendido evento della Fondazione Altre Parole Onlus.

Il reportage si suddivide in due parti, una prima relativa a ciò che la scrittrice ha vissuto in “Real Time”, la seconda parte, riportata verbatim, relativa all’effetto che il messaggio della serata ha avuto nei partecipanti e potrete leggerlo attraverso le testimonianze riportate.

Buona lettura e arrivederci al prossimo evento della Fondazione Altre Parole Onlus, la profondità del benessere in oncologia.

Allora mi prenderò un cappello | Presentazione Ufficiale

Allora mi prenderò un cappello – Prima Parte

Presentazione-copertina
Presentazione-copertina

 

Giovedì 6 Dicembre

“Cristina non ce la faccio, in bocca al lupo per la presentazione. Divertiti… e voce alta!”

“Cristina ti chiamo in un momento di pausa. Non ci sarò alla presentazione.”

“Cristina ho un contrattempo, scusami ma non sarò presente”.

 

Mancano poche ore alla presentazione, ed è un tutt’uno.

Almeno una trentina di persone mi fanno sapere che non verranno.

Paolo Leibanti, tutor di Scrittura Creativa che per primo in questi mesi ha letto quel fiume di parole, assorbendo e attutendo le emozioni a volte destabilizzanti, lui che mi ha accompagnato in questi mesi, che assieme ad altre persone mi ha aiutato a realizzare il mio sogno, scrivere un libro, mi conferma che non ce la farà. Non potrà essere presente.

Luca Pinzi, Direttore di Officina Letteraria, progetto della Fondazione Altre Parole Onlus, che dovrebbe moderare l’evento, la primissima presentazione di “Allora mi prenderò un cappello”, purtroppo non ci sarà.

Io tengo moltissimo a queste persone. Con loro sto facendo un percorso che mi riempie di gioia, ma è pur sempre un percorso difficile. Non fa parte del mio vissuto, della mia quotidianità. Insomma, è un altro mondo. Sento la necessità di avere vicine anche queste persone. Ma non verranno. Mi manca il fiato. E la paura mi attanaglia la gola.

“Ma chi me l’ha fatto fare” penso.

Presentazione-Pubblico
Presentazione-Pubblico

 

Allora mi prenderò un cappello | Chi me lo ha fatto fare

Giovedì 6 Dicembre | ore 19.30

Villa Tacchi. Sono arrivata con largo anticipo. Non riuscivo a restarmene a casa. Gazzo Padovano, Comune di mia residenza, ci ospita in questa bellissima location. Sala delle Muse, capienza massima 240 posti. Per fortuna hanno messo SOLO centosessanta sedie. Sono di colore blu: le vedo come una marea di posti da riempire. “Figuriamoci” dico a mio marito. “A malapena arriveremo a coprirne cinquanta”! La  situazione si fa critica. Sono le 20.15 e siamo in quattro gatti. Il Vicesindaco Ornella Leonardi cerca di tranquillizzarmi. “Speravamo arrivasse più gente. Si potrebbe far togliere un po’ di sedie.

Con queste tematiche se ci saranno 20 persone sarà un successo. E’ così”.

Ma io non ci sto. Dopo tutto quello che ho passato, la mia mente non lo accetta. Questo libro è il mio figlioletto. Lo coccolo, lo annuso da quando due mesi fa è uscito dalla tipografia. Quasi non riesco a portare la borsa per quanto pesa: porto con me il quaderno di quando scrivevo da ragazza, un’agenda e il mio libro.

Ma stiamo scherzando! Mi sogno questo momento da… da una vita intera.

Presentazione-Momento-corale | allora mi prenderò un cappello
Presentazione-Momento-corale

Giovedì 6 Dicembre | ore 20.30

“Stai tranquilla. Il dottor Gaion sta arrivando, Il dottor Riccardi è in ritardo: sarà qui per le nove”.

Non so nemmeno di chi sia quella voce. Voglio che arrivino. Solo al pensiero che potrebbero non farcela mi tremano le ginocchia.

Ma mi vogliono far morire! Chi me l’ha fatto fare,” ripeto tra me e me. E ancora: “Vedrai, andrà tutto bene, le persone stanno arrivando”.

Guardo l’ingresso della sala e ho un sussulto. E’ vero, le persone stanno arrivando. Vedo i loro volti sorridenti. Mi salutano, mi danno il loro sostegno. Forse si stanno immedesimando in me, in quello che provo. Forse non si accorgeranno che la paura mi sta togliendo la lucidità dei pensieri. Sorrido anch’io, faccio finta di niente. Abbraccio tutti, bacio tutti.

Ma il tempo non passa mai. Temo che qualcosa vada storto. La nebbia che avvolge tutto non è certo di aiuto. Il dottor Luca Riccardi, Psicoterapeuta e Psicologo Dirigente presso l’Ulss 15 Alta Padovana, è in forte ritardo, arriverà per le nove. “Mi faranno uscire pazza”, brontolo tra me e me.

Mi consolo ascoltando quel brusio di voci: il suono più bello che io abbia mai sentito. Mi guardo attorno. Adesso la sala è praticamente piena.

 

Allora mi prenderò un cappello | Condividiamo

Giovedì 6 Dicembre | ore 21.10

“Carissima, ci siamo”. Finalmente il dottor Riccardi è arrivato. Finalmente la voce di una persona tanto attesa. “Iniziamo”.

Così, senza preamboli, senza sapere cosa dire, quando parlare, cosa fare. Non ho mai presentato un libro! A dire il vero non ne avevo nemmeno mai scritto uno. Ma l’ho fatto. Quindi dipende ancora una volta da me. Temo di non riuscire a parlare in modo adeguato. Stiamo parlando di patologie importanti, del mio libro, che altro non è che il mio percorso di cura. Ma non voglio appesantire le persone. Per fortuna non tocca a me iniziare a parlare.

Allora mi prenderò un cappello
Allora mi prenderò un cappello

 

 

 

 

 

 

Maria-Cristina
Maria-Cristina

Lo fa il Vicesindaco, ringraziandoci per l’opportunità di ospitarci presso il loro Comune. Ma sono io che gliene sono grata. Non è scontato avere l’aiuto delle persone. Ho visto nei loro gesti il piacere di organizzare questo Evento. Mi sono sentita accolta.

 

Apre la serata la dottoressa Paola Pilotto, addetta responsabile alla Biblioteca Comunale e giornalista del Mattino di Padova. La ascolto con ammirazione, come ascolto le persone che intervengono a seguire.

Il dottor Fernando Gaion parla della Fondazione, di Umanizzazione delle Cure, di Medicina Olistica. Il dottor Luca Riccardi parla di Ascolto, Consapevolezza di Sé, dell’importanza di contrastare la malattia con l’espressione dei propri talenti. Come mi piacerebbe acquisire la loro sicurezza. Vedo il pubblico che segue con interesse. Come mi piacerebbe parlare come le persone che mi sono accanto. Io preferisco scrivere, prendermi il mio tempo, pensare quali parole usare.

Uffa che ansia, devo impormi di stare tranquilla.

 

“Allora mi prenderò un cappello” è un progetto che condividiamo. E’ il frutto del lavoro di persone che si adoperano per una Buona Medicina, dove anche l’ammalato è prima di tutto una persona e non solo la sua malattia. Questo libro non è solo mio ma di tutte quelle persone che si riconoscono in quello che ho scritto. Non posso crollare adesso. Non me lo perdonerei. In fondo chi è venuto a questa serata, lo ha fatto per sentire cosa mi ha motivato, perché ho scritto questo libro.

Come Brunello Gentile, vincitore di premi letterari, animatore degli incontri “Sala d’attesa Interattiva” nel DHO di Camposampiero che ha partecipato attivamente alla presentazione. E Landi Shima istruttore della Y-40, la piscina più profonda al mondo. Anche grazie a lui ho scritto il racconto “Benessere in Profondità”. Rammento ancora la gioia di quei momenti, di quando sono ritornata a una delle mie passioni: l’acqua.

Forse anche loro sono lì per ascoltare cosa ho da dire.

 

Allora mi prenderò un cappello | Ricordi

Anna Tringali, attrice professionista e persona di spiccata sensibilità sta leggendo il racconto “Andare Avanti”. E le parole che ho scritto sembrano essere proprio rivolte a me. Devo andare avanti. Se non sarò perfetta, pazienza. Io non sono che questo. Me stessa. E ben venga se le emozioni contrastanti mi fanno titubare, se la voce a volte trema, o se un racconto dedicato ai familiari mi fa venire un nodo alla gola.

Sentirlo leggere da Anna mi fa riaffiorare ricordi che avevo accantonato, dolori da cui sto cercando di allontanarmi.

Ben venga se tutto ciò mi fa dire “Scusate ma non riesco a parlare di questo argomento”. So che le persone capiranno. Non posso essere quella che non sono.

Anna-Tringali
Anna-Tringali

 

 

 

Allora mi prenderò un cappello | Presentazione Ufficiale

Seconda Parte

Giovedì 6 Dicembre | ore 23.00

La presentazione è terminata ma la Sala delle Muse non si svuota. Le persone che hanno partecipato mi salutano con un abbraccio. Sono grata a tutti per essere venuti. E’ stato un pubblico presente. Lascio una firma, scrivo loro una dedica. Sono venuti per me. Ci volessero ore non importa. Cerco di essere originale. Glielo devo.

Ce ne andiamo a notte fonda, stanchi ma soddisfatti. Ci accompagnano i sorrisi delle persone, i loro sguardi attenti, le loro parole di supporto. Peccato, la serata è terminata. E’ stata dura ma rivivrei tutto di nuovo. Anche la paura che ho provato. Anche tutte quelle emozioni contrastanti. Pazienza. Torniamo tutti alle nostre case. Ci saranno altre presentazioni. Ma non saranno mai come questa: la prima presentazione ufficiale del mio libro.

Adesso “Allora mi prenderò un cappello” verrà letto. Chissà cosa penseranno. Se riuscirò a trasmettere quello che ho scritto. Se verrò compresa. Chissà! Ma è tutto finito.

 

Non ho davvero capito niente. Al mio rientro sotto alla porta d’ingresso trovo un bigliettino. E’ solo il primo di tanti messaggi che arriveranno, che si aggiunge alle testimonianze della serata appena trascorsa. Ne riporto testualmente alcune per il piacere di condividere. Non posso, non voglio tenere solo per me queste parole. Vorrei arrivassero al cuore di tutti.

Allora… Buona lettura!

 

Allora mi prenderò un cappello | Testimonianze

<<Ciao Cristina. Sei una grande! Questa sera ti volevamo abbracciare per dirti che tu sei una persona forte. Ma abbiamo lasciato il posto alle tante persone che meritavano di averti… noi ti aspettiamo a casa nostra per…>>

 

<<…e niente… ti volevo ringraziare per avermi fatto piangere ieri sera. E’ stata una bellissima serata che mi ha toccato dentro. In un certo senso una storia simile, non volermene a male se la paragono alla tua, l’ho vissuta anch’io.

Sono stata un familiare come nel tuo racconto.

Mio padre è un alcolista ormai sobrio da diciassette anni. Mi sono ritrovata a soli undici anni a dover fare tutto quello che hai descritto nel libro. Mio padre a ventisette anni si è ritrovato davanti ad una scelta: smettere di bere o morire. I dottori non gli davano un anno di vita se avesse continuato a bere. Dopo aver toccato il fondo pure lui ha deciso di risalire in alto, verso la felicità. Non è stato facile e questa cosa mi ha segnato l’anima; sentirti parlare ieri sera mi ha fatto rivivere in parte, quella mia parte di vita. Io posso capire gli alti e bassi che hai vissuto. Posso capire la difficoltà dei rapporti con amici e familiari. Posso capire la violenza nel dire e fare le cose di quando non si sta bene e non ci si riconosce più.

In te ieri sera Cristina, ho rivisto gli occhi del MIO papà, che ha risollevato i nostri animi ricominciando piano piano a stare bene. Ha preso in mano e stretto forte a se la sua famiglia, e ha lottato contro il “gatto nero”, la bottiglia, che cammina sempre al suo fianco. Gatto nero che da diciassette anni ignora e scaccia via appena tenta di avvicinarsi. Mio padre adesso fa parte del Villaggio della Speranza di Galliera Veneta non so se ne hai mai sentito parlare. Da diciassette anni, due volte a settimana, va ad aiutare chi ha bisogno di una parola di conforto o una “tirata d’orecchi”. Si proprio lì dove un tempo era proprio lui ad averne bisogno. Un grosso bacio!>>

 

Allora mi prenderò un cappello | Testimonianze

<< … ieri sera eri avvolta dalle persone. Sei stata coraggiosa. Leggerò attentamente il tuo libro.>>

 

<<… non farti paranoie, con me mai! È stata una serata molto intensa e piacevole. Abbiamo ricevuto un sacco di riscontri molto positivi. Per tanti che non ti conoscevano, sei stata una rivelazione. Hai colpito tutti, e al cuore. E non è una sviolinata. Devi continuare in questo percorso perché il talento ce l’hai tutto. E non vuol dire nulla quanto uno abbia studiato o meno. Il talento è dentro quel cappello che non tutti sanno indossare. Grazie ancora di tutto.>>

 

<<Ciao Cristina, sono la compagna di… ti scrivo solo per ringraziarti della serata di ieri. Non so se chiamarlo caso: sto attraversando proprio ora con mia mamma lo stesso tuo percorso di malattia e mi hai commosso tanto quando è stata letta la parte dei famigliari perché hai saputo perfettamente esprimere quello che proviamo e che provate. Sono venuta a quell’incontro senza sapere bene di cosa si trattasse e sono tornata a casa con un bagaglio di forza per poter farci risalire dal fondo. Grazie ancora di tutto.

<<Mi hai fatto sorridere, mi hai fatto piangere. Hai aperto il cassetto dove tengo nascoste le mie paure. Non lo apro mai con nessuno, hai scritto benissimo. Vorrei dirti che capisco cosa stai passando, ma non sono ipocrita. Penso che solo chi ci passa lo sa. Vorrei dirti cose utili. Invece magari tu starai pensando: ECCHEPPALLE!>>

<<Cristina, l’ho letto praticamente tutto stanotte. Anzi sentivo la tua voce mentre lo leggevo.>>

<<Ciao Cristina, complimenti ancora per la serata di ieri, riuscitissima direi! Sono eventi che lasciano il segno e non si dimenticano facilmente, tant’è che oggi devo aver coinvolto la gente con quel poco che ho potuto raccontare… Adesso non mi resta che mettermi a leggere il tuo lavoro. Spero di farcela. Cosa riuscite a combinare con le emozioni delle persone.>>

<<Ciao, grande serata ieri sera sei un mito e mi raccomando continua a scrivere così come sai fare perché come ho detto ieri aiuta te ma dà tanto anche a noi lettori. Un abbraccio marittimo.>>

<<Serata fantastica, emozionante. Anna ha saputo, con le TUE PAROLE, arrivare al cuore di tutti noi.>>

 

Allora mi prenderò un cappello | Testimonianze

<<Ciao cara Cristina, ti ringrazio della tua dedica che ho letto a casa. Ho iniziato a leggere il tuo libro, ed e veramente bellissimo. Con le tue parole semplici e i tuoi pensieri mi fai capire quanta sofferenza può provare una persona ma anche come si può affrontarla, a testa alta, trovando anche il lato positivo. Il destino ti ha messo a dura prova ma tu sei una guerriera. E solo lottando si può vincere. Continua così con la tua positività e voglia di vivere. GRAZIE GRAZIE GRAZIE a te per avermi fatto entrare in una parte della tua vita.>>

<<Ciao Maria Cristina, credo di avere qualcosa in comune con te,  anche io ho sconfitto due volte il cancro. Il primo al seno 12 anni fa, il secondo ai polmoni un anno fa. >>

<<Quello che mi ha stupito è l’umanità di quei medici. Sentirli parlare di persone e non di malattie. Quando portavo mia suocera a fare la chemio, la chiamavano con un numero, ma non era quello: lei era un numero. Non un sorriso, non una parola buona.>>

 

<<Sapere che se dovesse capitare a me di ammalarmi potrò contare sull’umanità delle persone, mi è di conforto.>>

 

<<Non ho mai partecipato a serate così. Se fossi rimasta a casa avrei perso una grande occasione: sentire parlare di una malattia importante con naturalezza e spontaneità. E’ stata una serata che non dimenticherò facilmente. Ha fatto venire meno la paura di ammalarmi.>>

 

<<… sembra una di quelle favole di cui senti solo parlare. Quando tutto sembra perduto e non c’è niente di bello nella tua vita, ecco che un sogno, una passione di gioventù aiuta ad elevarti e a farti riemergere da un periodo buio.>>

 

<<I giorni, i mesi, le persone che hai vissuto nei DHO di Cittadella e Camposampiero hanno fatto sì che tu potessi trasformare la sofferenza in opportunità, come una stella da seguire.>>

 

Poteri riportarne altre, ma mi fermo qua.

 

Allora mi prenderò un cappello | Adesso tocca a me.

<<Al mio timore di tumore: ho iniziato a scrivere di te, poi ho continuato perché faceva bene a me. Questo libro è stata la mia rivalsa su di te. Non sei più nel mio corpo, ti scaccerò dal mio sangue, ti farò uscire dalla mia testa. Non ti volto le spalle, ti voglio guardare negli occhi.

Uno dei due li abbasserà.

Tanto vinco io.>>