Evento residenziale La Profondità del Benessere 2023

Home » Evento residenziale La Profondità del Benessere 2023
Evento residenziale La Profondità del Benessere 2023

Evento residenziale La Profondità del Benessere 2023

Sabato 23 e domenica 24 settembre 2023, presso gli Istituti Filippin di Paderno del Grappa (TV), si è svolta la 7^ edizione dell’evento residenziale La Profondità del Benessere.

Titolo di quest’anno: “C’era una volta il Tempo”.

Ancor prima di descrivere come si sono svolte le due giornate, vogliamo rendervi partecipi del segno che esse sono riuscite a lasciare in una partecipante:

Che cosa si aspettava di trovare da queste due giornate?
Dal mio punto di vista di studente mi aspettavo qualcosa di didattico, torno a casa con un’esperienza di vita: una parte di me è cambiata in modo irreversivbile.

Le Sue aspettative sono state soddisfatte? Se SI, in che modo?
A pieno, ho vissuto un’esperienza umana completa e significativa.

In che modo crede che quest’esperienza l’abbia arricchita nell’affrontare meglio la Sua quotidianità?
Ho conosciuto persone, ascoltato storie, provato emozioni e ragionato su quello che voglio che sia la mia vita. Vorrei tornare a casa e stravolgermi la vita, godendo di tutto ciò che ha da offrirmi nella giusta misura e al giusto tempo.

Questo feedback, assieme a tanti altri, ci ha riempiti di gioia e costituisce linfa vitale per il nostro operato.

 

Il tema del tempo è stato ampiamente trattato nell’arco della conversazione di sabato mattina, che si è aperta con i saluti del famoso meteorologo Giancarlo Iannicelli con le “previsioni del tempo” e che si è sviluppata attraverso gli interventi di:

Sandro Spinsanti Direttore Istituto Giano per le Medical Humanities Roma: L’accompagnamento al tempo della cura: fast e slow, veloce o lento

Vittorina Zagonel Oncologo Medico, Morena Cagnin Coordinatore infermieristico UO Oncologia di Camposampiero e Francesca Pazzaglia Professore ordinario di Psicologia presso il Dipartimento di Psicologia Generale: Il tempo in sanità e l’influenza che i fattori contestuali hanno sul vissuto soggettivo del tempo 

A metà mattina è suonato il Gong! Abbiamo stoppato il tempo per 15’ di rilassamento focalizzato sulla respirazione – Francesca Tamai Counselor

La conversazione è proseguita con gli interventi di:

Paolo Troncon Direttore Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto: Il tempo e il ritmo in musica

Barbara Jacopetti Illustratrice e Arte-terapeuta di Padova: Il tempo nell’arte

Marta Carron Vice-Presidente Ditta Carron: Il tempo delle donne e in famiglia

Federica Tessaro Maestra Elementare di Santa Giustina in Colle: Il tempo dei bambini

Anna Mancini Rizzotti Presidente Fondazione ADVAR – Assistenza Domiciliare Volontaria Alberto Rizzotti: Il tempo nella terminalità

Le due parti della mattinata sono state introdotte dalla lettura di due poesie sul tempo (che riportiamo sotto integralmente) da parte di Jasminka Grendele Bookcounelor.

 

Al pomeriggio di sabato e alla mattina di domenica si sono svolti gli immancabili LABORATORI, vero fulcro operativo di ogni edizione, che permettono ai partecipanti di entrare nel vivo della tematica trattata attraverso l’arte, la condivisione e l’espressività.

FOTOGRAFIA Referente: Gino Dalla Riva

Scatto dal laboratorio di FOTOGRAFIA

Il denominatore comune di ogni fotografia è il tempo: il tempo delle cose, della gente, delle luci e delle emozioni. Un tempo che non sarà mai più lo stesso ma che attraverso le emozioni che trasmette, rende quel momento immortale. Ci siamo presi del tempo per conoscere attraverso la macchina fotografica, per vedere di più e più in profondità, per vedere la vita da angolazioni differenti. Abbiamo praticato la fotografia, la post produzione con i metodi di presentazione, la lettura critica delle nostre foto.

 

TEATRO Referente: Anna Tringali

Gruppo di TEATRO

Emozionalità e istintività sono le basi per vivere intensi momenti di condivisione. Partendo da un noto testo sul tema “tempo”, arricchito dalle suggestioni di ciascun partecipante, siamo andati a costruire un “quadro performativo collettivo”: grazie al potere evocativo del linguaggio teatrale e agli strumenti espressivi spazio/corpo/voce, il testo si è trasformato in azione. [E in sorrisi, direi! ndr]

 

SCRITTURA Referenti: Maria Cristina Benetti e Paolo Leibanti

Parole da trasfomare in SCRITTURA

«Il tempo non va misurato in ore e minuti, ma in trasformazioni». (Fabrizio Caramagna)

La scrittura restituisce l’autenticità del tempo personale, lo ferma, in modo che possiamo modellarlo, comprimerlo o dilatarlo come vogliamo, o come avremmo voluto. Le pagine che abbiamo scritto diventano quindi lo scrigno del nostro tempo più prezioso: lì dentro troviamo un tempo che non c’è più, ma anche un tempo che non è mai stato e avremmo desiderato.

 

KINTSUGI Referente: Gioia Di Biagio

Piccole opere KINTSUGI

Abbiamo dato un nome ai pezzi della nostra vita, li abbiamo dipinti, poi rimessi insieme valorizzandoli con l’oro, come nell’antica arte giapponese del kintsugi. Per rimarginare una rottura bisogna prendersi cura delle proprie crepe, gustarsi l’attesa che la colla asciughi come un momento intimo e simbolico di riUnione dei pezzi di noi stessi.  Abbiamo così una ciotola nuova, imperfetta e preziosa come la nostra vita.

 

LETTURA Referente: Jasminka Grendele

«Sul grande orologio del tempo c’è scritta una sola parola: ora». (R. Benigni)

Insieme abbiamo letto un breve racconto d’autore capace di fermare il tempo come lo scatto di un’istantanea. Ci siamo accostati al testo con una pratica mindfulness e siamo stati invitati ad attraversarlo con particolare cura delle emozioni. Grazie alle ricchezze emerse con la lettura condivisa, ciascun partecipante ha potuto poi creare la sua personalissima istantanea di parole e immagini.

 

Il Dott. Luca Riccardi, psicologo psicoterapeuta, ha condotto il laboratorio In Ombra dedicato al personale medico e ai medici in formazione. Siamo molto felici di constatare che ogni anno medici, infermieri e studenti in medicina, infermieristica e psicologia scelgono di mettersi in gioco accanto ai pazienti e ai familiari.

 

Non sono mancati i momenti di relax e divertimento, grazie a:

  • l’esibizione del quartetto jazz dei bravissimi allievi del Conservatorio Steffani di Castelfranco: Anna Pamio: voce; Nicola Guidolin: Piano; Giovanni Gorgoni: Contrabbasso; Thomas Osho Zausa: Batteria
  • il riveglio muscolare dolce con la lezione di Viet Tai Chi tenuta dai Maestri Denis Piovesan e Tung Vo Ngoc
  • e lo spettacolo serale tenuto dall’illusionista di fama mondiale Andrew Basso, che ha intrattenuto i partecipanti durante la cena al ristorante Trattoria Dai Fruts di Paderno del Grappa.

 

La partecipazione è stata numerosa e sentita anche quest’anno, sia dal lato dei partecipanti che da quello dei relatori, dei conduttori e dello staff, senza dimenticare i referenti della struttura ospitante, e i curatori della cena e dello spettacolo a sorpresa: La Fondazione desidera ringraziare TUTTI per aver reso indimenticabile anche questa edizione dell’evento La Profondità del Benessere.

Concludiamo l’articolo con la riflessione che uno dei nostri consiglieri ha voluto condividere con noi dopo l’evento, in particolare dopo aver ascoltato la conversazione di sabato mattina sul tema del tempo:

La conversazione di questa edizione ha avuto una rara efficacia e ha imposto – ancora una volta – quello straordinario tema che è il legame tra l’arte e la vita. Parafrasando i lirici greci: che vita sarebbe senza l’arte, per quanto Wilde la definisse “perfettamente inutile”? Ancora una volta quel legame – spesso frustrato, soffocato, frastornato nel nostro Tempo – è emerso. Viviamo un Tempo dominato dalla tecnica, dall’algoritmo, etc… e quindi è stato piacevole frequentare – attraverso racconti, silenzi, gong, musica e poesia – quello che Heidegger definiva un “pensiero appassionato e incessante”, un pensiero che consente di fare spazio a ciò che siamo di più autentico.

Peraltro, in questa fase della mia esistenza e della mia professione – in cui cerco di “curare” l’autismo proprio attraverso la dimensione umanistica, la cultura, la creatività, la scrittura, l’arte – mi è stato possibile mettere insieme ulteriori elementi che hanno dato forza e consistenza alle convinzioni che sto maturando. E quindi mi si è rafforzata la certezza che valga doppiamente la pena prendersi del tempo per pensare, riflettere, fare spazio alla densità umanistica.

Dalla disabilità al ben-Essere della cura: è significativo vedere quanto le dimensioni si intreccino, quanto ogni ferita biografica porti con sé l’urgenza di frequentare le arti e quanto – probabilmente – attraversiamo un tempo di «diffusa rivendicazione umanistica». Una rivendicazione che quindi non deve percepirsi – come spesso accade – come qualcosa di frikettone o new age, ma anzi: forse stiamo entrando – in una scarsa consapevolezza del mainstream – in una nuova fase culturale in grado di rendere più decenti le vite di chi bazzica questo Occidente tramontante.

E poi – per chi ha fondato pezzi decisivi della propria formazione al Classico – è stato bello ripassare kronos e kairòs, kosmos e kaos. La conversazione è stata una preziosa “esperienza di flusso”: da perdere la percezione del tempo, da stare bene.

E così – ragionando di arte e disabilità, arte e cura oncologica, di kalòs e agathòs – mi sono reso conto di essere un uomo che stava scoprendo l’acqua calda, che poi è la grande scoperta del XXI secolo: la grande scoperta che siamo clamorosamente esseri umani, abbiamo clamorosamente bisogno di verità e bellezza, siamo clamorosamente inclini alla ricerca di un senso.

E come promesso a inizio articolo, ecco le due suggestive poesie sul tempo:

 

Se ne avete piacere, lasciateci un commento o una testimonianza negli appositi spazi dopo l’articolo. Grazie!

Condividi:

Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
0
Would love your thoughts, please comment.x